lunedì 19 febbraio 2018

Il mito di Gesù in India (Pt.3)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

3. Primi segnali di "bruciato" 

Nell’Ottocento grandi schiere di viaggiatori hanno pubblicato i resoconti dei loro viaggi in terre esotiche ed erano tutti testi apprezzati perché, in epoca pre-televisiva, era l’unico modo per conoscere terre lontane: il testo che Notovitch fa pubblicare nel 1894 è esattamente un diario di viaggio, pieno di lunghe descrizioni e minuziosi particolari... finché ad un certo punto aggiunge, quasi di sfuggita, di aver trovato un testo incredibile e lo pubblica come se fosse un’appendice al suo memoriale. Ma allora perché non spendere qualche parola anche sui dieci anni di viaggi precedenti? Perché di tanti mirabolanti percorsi in territori spesso selvaggi il nostro eroe non ha fatto mai la pur vaga menzione? Io credo che Notovich non sia mai stato interessato ai diari di viaggio, e il suo racconto lunghissimo ha un’unica ragione di esistere: distrarre l’attenzione del lettore da quelle incredibili (cioè da non credere) quattro righe... 
Il primo segnale che qualcosa non vada è talmente evidente che stupisce non sia lo stesso Notovitch a rilevarlo. Durante la sua prima visita ad Hemis il lama gli parla di rotoli (rouleaux), ma poi mentre il viaggiatore è a letto con la gamba rotta il lama gli si presenta con due grossi libri rilegati (deux gros livres cartonnés) e specifica che sono fatti di carta (étaient en papier): come mai il viaggiatore non nota questa differenza fondamentale? Come mai non fa caso al fatto che i libri rilegati sono enormemente più recenti rispetto ai rotoli? A voler ritenere Notovitch onesto bisogna allora pensare che il lama, scocciato dal viaggiatore importuno, gli abbia rifilato una bella fregatura promettendogli rotoli antichi ma leggendogli poi un qualche recente libro locale...

venerdì 16 febbraio 2018

Il mito di Gesù in India (Pt.2)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

2. Il viaggio 

Appena siglata la pace di Santo Stefano del 1878, che mette fine alle ostilità fra Russi e Turchi che incendiano i Balcani, c’è finalmente possibilità di viaggiare tranquillamente per avventurieri curiosi come il nostro eroe: Nikolaj Aleksandrovič Notovič. (Il suo nome conosce molte varianti a seconda della lingua utilizzata: per comodità lo chiamerò all’inglese, Nicolas Notovitch.) 
Stabilire chi sia egli veramente è impresa ardua e destinata al fallimento, in quanto gli avventurieri del suo livello non hanno mai amato divulgare troppe informazioni personali (o divulgarle vere), e visto che dopo lo scandalo del suo “ritrovamento” egli scomparirà nel nulla, tanto che si ignora persino la sua data di morte, non val la pena perdere tempo in una biografia che sarebbe solo ipotetica. Non possiamo fare altro che fidarci delle parole di Notovitch stesso: da quel 1878 egli intraprende una serie di viaggi che lo portano dai Balcani all’Asia centrale, alla Persia e, nel 1887, in India. Come possa permettersi un decennio di viaggi continui, non si sente in dovere di spiegarlo: si parlerà di viaggi mercantili e addirittura di missioni di spionaggio, ma in mancanza di prove certe è necessario sospendere il giudizio.

martedì 13 febbraio 2018

Il mito di Gesù in India (Pt.1)

Mentre su New York calavano le prime ombre della sera (cit.), dall'altra parte dell'Atlantico il solito, ossidianico blogger continuava ad essere indaffarato nell'organizzazione del proprio trasloco, lasciando la sua creatura digitale colpevolmente in balia degli eventi. Nella realtà credo mai nella storia sia accaduto che un blog dichiaratamente in pausa riaprisse di continuo, appellandosi alla necessità di fare così spesso il punto della situazione. La verità è che il blogging causa dipendenza e, per chi scrive, ogni occasione è buona per aprire una piccola finestra alla quale potersi affacciare.
I più attenti di voi si saranno accorti che, solo qualche giorno fa, un mio vecchio post è stato rispolverato dai tipi di Heroic Fantasy Italia (link). Se tutto andrà come mi auguro, quell'episodio dovrebbe essere solo l'inizio di una collaborazione a lungo termine; una collaborazione a cui potrebbero seguirne altre, visto che il blogging costretto tra le proprie quattro mura è qualcosa che ormai inizio a percepire come incompleto.
È la stessa logica, seppur con inversa prospettiva, che si trova alla base dell'evento che inizierà da queste parti all'inizio di aprile, in occasione della riapertura definitiva di Obsidian Mirror. È anche la stessa logica che vuole che oggi sia giunto il momento di un'ennesima (già annunciata) finestra che vede al timone della baracca un guest blogger d'eccezione, un ospite che ci intratterrà con un argomento che mi auguro possa essere di vostro interesse così come lo è per me. Diamo quindi spazio al misterioso ospite che, come forse avrete già intuito, altri non è che...
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