domenica 11 dicembre 2016

Orizzonti del reale (Pt.10)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Mangiare un frutto significa far entrare in noi una cosa viva, bella, come noi nutrita e favorita dalla terra; significa consumare un sacrificio nel quale preferiamo noi stessi alla materia inanimata. (Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano)

Nelle scorse puntate di Orizzonti del reale abbiamo esaminato alcune delle idee che costituiscono l'ossatura del saggio di John Marco AllegroIl fungo sacro e la croce”. Prima di tutto, abbiamo discusso delle radici filosofiche della religione, secondo le quali la madre terra forniva sostentamento agli animali e all'uomo per intercessione del dio, e di come questo abbia dato origine al concetto di rimborso, una compensazione o sacrificio per il mantenimento dell’equilibrio della natura, che doveva essere altrettanto prezioso di ciò che alla natura era stato sottratto: il miglior frutto del raccolto, il più forte e prezioso dei figli. Non occorre che rammenti io quanto il Vecchio e il Nuovo Testamento ricorrano al tema del primogenito: Isacco, Samuele e lo stesso Gesù, solo per fare degli esempi, erano dei primogeniti. Ricordiamo anche che la decima piaga inviata da Dio sul paese d'Egitto secondo Esodo 12:29-30 era proprio la morte dei primogeniti, inclusi quelli del bestiame.
Abbiamo anche visto come l'uomo si servisse delle piante a scopo curativo e di come la farmacologia avesse permesso il nascere di una casta di medici-astrologi che, col tempo, dovettero trovare la maniera più opportuna per tramandare le proprie conoscenze relative ai nomi segreti e all'uso delle piante: questo probabilmente costituì il nucleo dei culti misterici che caratterizzarono l'antichità, i cui iniziati erano i discendenti dei medici-astrologi delle epoche precedenti. 

Ma le piante non avevano solo uno scopo curativo, alcune di esse contenenti particolari principi attivi potevano essere usate per espandere la coscienza e gettare lo sguardo oltre la realtà, nel regno divino. In questo modo, l'iniziato stesso diveniva una sorta di divinità in mezzo ai suoi simili e poteva fare da tramite fra loro e il dio. Arrivò il giorno in cui il medico si trasformò a tutti gli effetti in un sacerdote. La pianta sacra che permetteva la comunione col dio era venerata anch'essa come una divinità, e Allegro è convinto che in Terrasanta questa fosse un fungo, anzi il fungo allucinogeno per eccellenza: l'Amanita Muscaria. Ma da dove deriva questa sua convinzione? Questa e altre facezie saranno appunto l'oggetto del post di oggi e di quelli a venire. 

Consideriamo innanzitutto che la micologia è una scienza relativamente recente, la cui nascita è databile fra il XVI e il XVII secolo, mentre l’etnomicologia, ovvero la scienza che studia il rapporto dell'uomo con i funghi, risale al Novecento ed è quindi ancora più moderna. Gli antichi, sostanzialmente, non differenziavano i funghi dalle piante e lo studioso che voglia chiarire il mistero di quale fosse la pianta sacra degli antichi culti della fertilità del Vicino Oriente (o di un’altra area geografica, se è per quello) si trova davanti all'oggettiva difficoltà di doversi districare tra il fiorire (il gioco di parole è del tutto casuale...) di nomi popolari più o meno fantasiosi per designare la vegetazione e fra i diversi nomi attribuiti alla stessa pianta in aree geografiche diverse e fra popolazioni diverse, problema che a dire il vero riscontrarono anche gli antichi che per primi si cimentarono con le classificazioni botaniche. Ci si trova quindi davanti a tentativi malriusciti di descrizione da parte di botanici improvvisati, a piante delle quali sono descritte le proprietà ma non il nome (Plinio parlava espressamente di “confusione delle nomenclature” dovuta, in parte, al vuoto tra i resoconti dei botanici sumeri e quelli greci e romani), e anche, probabilmente, alle reticenze di chi aveva interesse a tenere per sé le proprie conoscenze. 

Persefone, Demetra e il fungo sacro
Bassorilievo di Farsalo. Museo del Louvre, Parigi
Ciò non toglie che alcune opere del passato, come i trattati di Teofrasto o il “De materia medica” di Dioscoride, furono molto utili per la ricerca di Allegro. In particolare, il nostro trovò una vera miniera di informazioni sul folclore legato alla vegetazione nella “Naturalis historia” dello stesso Plinio, che pure riteneva trascurabile dal punto di vista scientifico e in effetti, come vedremo fra breve, Allegro scelse come suo ambito di ricerca primario quello dell'epica e della mitologia. 
È possibile che la Peonia descritta da Plinio fosse in realtà l'Amanita Muscaria, e non il fiore che oggigiorno chiamiamo con questo nome. Scriveva Plinio che il suo nome derivava da quello di Apollo, dio della medicina, il cui canto di lode era detto peana; che cresceva sulle montagne e aveva un gambo di dieci centimetri e delle escrescenze sulla sommità; che lo si poteva usare per impedire ai Fauni di turbare il proprio sonno; e infine, che bisognava stare molto attenti nel coglierlo; tutte caratteristiche che poco si addicono al nostro bel fiore, non trovate? La tesi di Allegro è che il nome peonia derivi dal sumero *BAR-IA-U-NA, che significa “capsula di fecondità” o “grembo”, un'allusione alla volva sorretta dal gambo del fungo, e che il fiore abbia poi “ereditato” questo nome perché il suo colore cremisi ricorda quello del cappello dell'Amanita. 
Vi sembra impossibile? Eppure, i cambiamenti fonetici avvenuti nel passaggio delle parole sumere nelle altre lingue non sono sempre scontati come quelli fra “b” e “p” oppure fra “r” e “l”: una corrispondenza abbastanza comune fra il sumero e le lingue semitiche è, ad esempio, quella tra “l” e “n”.  
Per fare un altro esempio, il termine greco mandragoras potrebbe derivare dal sumero *NAM-TAR-AGAR, nell'accezione di “pianta mortale o demoniaca dei campi”, tramite l'inversione fra “m” e “n” e la trasformazione della “t” in d”. La “m” di NAM si sarebbe anche trasformata in “k” dando vita a un'altra parola greca, “nektar”: il nettare degli dèi, il “fattore del destino” nel quale non è difficile identificare il Fungo Sacro, che i semiti chiamavano “pianta-uovo”. Come la mandragora, anche l'elleboro era forse una denominazione popolare della pianta sacra: nei suoi nomi in siriaco e arabo, khurbekãnã’ and kharbaq, si potrebbe ravvisare la radice sumera *KUR-BA(LA)CANTA, ovvero “cono del fallo eretto” in riferimento alla volva del fungo (da KUR: montagna o cono). Ma tra i nomi della mandragora c'è anche kirkaion, parola greca di possibile derivazione sumera tramite, di nuovo, il radicale KUR. Radicale che potrebbe aver dato vita anche a korkoron, uno dei termini greci per “cicoria”, che è anche la designazione di un fungo. Che Plinio, quando parlava di questa pianta dalle proprietà salutari e in grado di “realizzare i desideri”, non intendesse affatto la cicoria che noi tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo mangiato? Che si riferisse invece alla mandragora, e la confusione derivasse dalla somiglianza fra i nomi kirkaion e korkoron? Plinio racconta che il nome popolare di questa pianta era Chreston, che vuol dire “buono”, “salutare” (dal greco khrestos). Fa un certo effetto paragonare questo nome all'appellativo che i cronisti non cristiani dell'epoca avevano dato al capo spirituale dei cristiani: Chrestos, o Christus. Da korkoron, come vedremo, deriva una delle associazioni del Cristo-fungo con il serpente; ma ora torniamo al discorso principale. 

Salterio Glossato,
Bibliothèque nationale de France, Parigi,
Scene dall’Antico Testamento: la Creazione
CLICCA PER INGRANDIRE
Descrizione in calce
Ove la descrizione delle proprietà delle piante era peculiare oppure esse erano associate a qualche tipo di rituale, come nel caso qui sopra e in molti altri, Allegro esaminò i nomi delle piante e quasi sempre vi rintracciò un radicale (fonema) riconducibile al sumero. 
Come sappiamo, la lingua scritta dei Sumeri era un sistema cuneiforme fatto di radicali, o parole-mattone, che esprimevano concetti di base e che potevano essere combinati fra loro o con dei suffissi per esprimere concetti più complessi. Solo col tempo cominciarono a rappresentare anche il suono della parola che illustravano senza più riferimento al significato originario, e ci vollero circa mille anni prima che nascessero simboli per rappresentare singoli suoni di vocali e consonanti. Il sistema alfabetico dei primordi, comunque, era composto solo di consonanti, mentre le vocali venivano desunte in base a quello che si riteneva essere il significato più probabile di ogni parola in base al contesto, ed è proprio questo che rende l'interpretazione della Bibbia così difficile: la scarsa conoscenza della cultura in cui quei testi furono scritti e l'assenza di un commento esegetico dell'autore, come visto nel post precedente, crearono veri e propri e(o)rrori di traduzione. 

La principale difficoltà dei filologi è determinare i confini geografici e “letterari” dei vari dialetti della lingua sumera: non siamo certi dell’origine geografica di questa lingua, né da dove essa si diffuse nel mondo semitico e indo-europeo. Sappiamo però quanto basta dei cambiamenti fonetici avvenuti nella trasmissione di termini sumeri a queste lingue per poterli tracciare a ritroso, e anche per immaginare combinazioni di radicali inedite con un certo grado di sicurezza. Bisogna sempre ricordare che siamo pur sempre nel campo delle speculazioni: l'asterisco * che precede la parola BAR-IA-U-NA, che abbiamo visto qualche paragrafo fa, significa che le parole-mattone indicate esistevano notoriamente nella lingua dei Sumeri, ma non compaiono in quella precisa forma o sequenza nella letteratura pervenuta fino a noi. 
Dunque, Allegro poté rintracciare un radicale riconducibile al sumero in moltissimi antichi nomi di piante, e questo radicale aveva invariabilmente un significato legato al concetto di fertilità. Cosa ancora più interessante, nel suo saggio riporta di analoghe scoperte riguardo a nomi famosi e meno famosi della mitologia e della letteratura religiosa. Del resto l'intento del suo lavoro era dichiaratamente, fra le altre cose, quello di decifrare il nome degli dèi dell'antichità, perché solo così è possibile scoprire la loro funzione e il significato dei riti e delle preghiere a loro dedicati. 
Ricordate che cosa abbiamo detto in apertura, ovvero di come la pianta sacra che espandeva la mente fosse venerata anch'essa come una divinità? Questo è il vero fulcro della questione: il dio-fungo, se ingerito, dominava la mente e il corpo, donava l'estasi in un'esperienza di rinascita simbolica che cancellava i debiti del passato, il “peccato cultico” che consisteva nella sottrazione delle risorse della Terra e che impediva la libera comunione con il dio. 
Vedremo poi in quali altri modi è possibile tracciare un parallelismo tra il Fungo Sacro e la divinità incarnata del Cristianesimo: Gesù Cristo. Nel farlo esamineremo un po’ di mitologia, un po’ di topografia e un po’ di altri elementi alla ricerca di tracce dell'Amanita Muscaria.

APPENDICE:
Salterio Glossato, Bibliothèque nationale de France, Parigi, Scene dall’Antico Testamento: la Creazione - Descrizione delle tavole.
Tavola 1) Dio crea la luce: Fiat lux: dixit Deus, et facta est lux (Gen. 1: 3); Tavola 2) Dio crea il firmamento in mezzo alle acque: Fecit Deus firmamentum in medio aquarum (Gen. 1: 6); Tavola 3, con funghi) Dio separa le acque dalla terra: Congregentur aque, que sub celo sunt, in locum unum et appareat arida (Gen. 1: 9); Tavola 4, con funghi) Dio crea il Sole e la Luna: Fecit Deus duo magna luminaria, solem et lunam, et stellas (Gen. 1: 16); Tavola 5) Dio crea gli uccelli e i pesci: Creavit Deus cete grandia atque volatile super terram (Gen. 1: 21); Tavola 6) Dio crea gli animale e Adamo a sua immagine e somiglianza: Producat terra animam viventem. Faciamus hominem ad imaginem (Gen. 1: 24, 26); Tavola 7) Creazione di Eva, con un angelo che consegna a Dio un pezzo d’argilla per generare la sua carne: Edificavit costam quam tulerat de Adam in mulierem (Gen. 2: 21-2); Tavola 8, con funghiDio avverte Adamo ed Eva della proibizione di mangiare i frutti dell’albero della saggezza: Eva. Adam. De fructu sciencie boni et mali ne comedas (Gen. 2: 17); Tavola 9, con funghiAdamo ed Eva mangiano il frutto tentati dal serpente: Eva. Serpens decepit me et comedi. Adam (Gen. 2: 13); Tavola 10) Espulsione di Adamo ed Eva dal paradiso: Ubi ejecti fuerunt de paradiso. Adam. Eva (Gen. 3: 23-4); Tavola 11, con funghiAdamo scava ed Eva fila accanto alla prole: In dolore paries filios. In sudore vultus tui vesceris pane (Gen. 3: 16-19); Tavola 12) L’offerta di Caino viene rifiutata da Dio mentre quella di Abele viene accettata e benedetta: Sacrificium. Caym (Gen. 4: 3-5).

21 commenti:

  1. Molto interessante, davvero. A proposito di scrittura cuneiforme e di fonemi mi è venuto in mente YHWH, dal tetragramma ebraico יהוה , parola sacra che indica Dio, composta di solo consonati, inpronunciabile o da pronunciarsi solo sottovoce. Convenzionalmente per indicare Dio veniva usato Adonai, ma anche in quel caso solo durante la preghiera. יהוה o YHWH oppure JHWH che se intonato correttamento sotto forma di suono o canto permetteva di raggiungere l'illuminazione, non è infatti così scontato che la pronuncia corretta sia Yahweh o Jehovah.
    Post per me interessantissimo. Come la penso in merito alle sostanze stupefacenti lo dissi agli albori di questa serie di post. Bravo TOM.

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    1. Non credo sia un caso che popoli come gli ebrei o gli arabi, di lunga tradizione ermetica, abbiano delle lingue così difficili da comprendere; la lingua rende ancora più ostica l’interpretazione di concetti già di per sé destinati a un ristretto gruppo di eletti. Comunque senza volerlo hai anticipato un tema che accennerò (molto brevemente) anch’io, ma un po’ più avanti. Allegro infatti ricollega il nome Adonai a quello di un'importante figura legata ai riti misterici, di cui però non ho ancora parlato. Mi viene però in mente che di Adonai si era parlato anche da Lucius, mesi fa, nei commenti a un suo post su un saggio su Qumran. Se ti interessa sono sicuro che io o lui possiamo recuperarti il link. Intanto grazie per il bel commento.

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    2. Grazie TOM, il link lo prendo volentieri, ho parecchio materiale su Qumran, gli Esseni ecc... però ogni articolo del genere me lo "bevo e pappo" volentieri. Se me lo lasci mi fai un regalo. Per quello che riguarda Adonai, in certi riti Massonici, diciamo più spiritualisti, come quello di York o quello di Menphis viene citato Adonai invece del più generico deus ex machina.
      Grazie ancora Tom.

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    3. Ecco quindi il link! Alla prossima!

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    4. Grazie, è dell'enciclopedico Lucius. Grazie.

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  2. Davvero un grande post, Obsidian. Fremo per il seguito che promette di essere interessantissimo. E papa Ratzinger vestito da Amanita Muscaria è bellissimo!

    P.S. Immagino che anche in questo caso il gioco di parole sia del tutto casuale: "...nel quale non è difficile identificare il Fungo Sacro, che i semiti..." vedi il seguito nel post ;D

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    1. Un seguito che promette di essere interessante? Lo spero proprio!
      Bello quel collage fotografico, vero? Che dici, può bastare come prova che Allegro aveva ragione? Chissà, magari non è una mia forzatura, ma semplicemente denuncia le vere origini dell’abbigliamento papale ;)
      P.S.: credo di averne inseriti un sacco qua e là, in genere involontari, giuro. A un certo punto ho smesso di preoccuparmene. Dopo un po’ la testa va in tilt...

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  3. Concordo con Ivano, l'immagine del papa / fungo è eccezionale :-D
    Riguardo le interpretazioni sulla possibilità che alcune piante oggi identificate in un certo modo fossero, nell'accezione originale delle lingue antiche, dei funghi, è un'ipotesi interessante anche se di assai difficile dimostrabilità.

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    1. Questa parte delle idee di Allegro, cioè l’identificazione dell’Amanita Muscaria o un suo equivalente in piante denominate diversamente, non è certo quella più stupefacente o più azzardata. Credo che solo un linguista potrebbe dirci fino a che punto sia verosimile, mi viene da dire però che se studiosi famosi come Carl A.P. Ruck le stanno rivalutando, qualcosa di convincente dev’esserci. Forse una dimostrazione empirica di queste teorie non è possibile, ma d’altra parte è non è possibile neanche dimostrare i fatti biblici...

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  4. Quando parli di etimologia antica mi sciolgo! ;-)
    Splendido post, intrigantissimo, tanto più che le sostanze allucinogene non sono certo estranee alle religioni. Ormai stai dimostrando che non c'è differenza tra mitico... e micotico :-P

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    1. Grazie, Lucius. Quello è proprio l’unico fatto che, aldilà di tutto, non si può proprio negare.

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  5. come ben sai di micologia non ne capisco niente, però trovo interessante la tua analisi dell'etimologia antica, rende il tuo post molto più succoso e mi conferma una cosa che sospetto da tempo: l'esistenza di base comune per tutte ( o quasi) le culture e le religioni umane.

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    1. Neanch’io capisco niente di micologia, tutta la mia esperienza si esaurisce in qualche domenica a spasso sui monti: i funghi, però, di solito preferisco comprarli già scelti e mondati al supermercato, è più sicuro XD

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  6. A leggerti si impara sempre un sacco, complimenti!
    P.s: ho amici appassionati di micologia e quando vado a funghi con loro quelle tre,quattro volta l'anno, mi imbatto sempre nell'Amanita Muscaria che esercita sempre un notevole fascino ai miei occhi. :-)

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    1. Grazie mille anche a te, Pirkaf. Ben ritrovato :) Ma questi complimenti un po’ m’imbarazzano e ti do una risposta che avrei potuto dare anche a a Nick: mi pare quasi superfluo sottolinearlo, ma il contenuto di questi post (beh, diciamo il 99%) è farina del sacco di Allegro, non mia :) Io al limite sono un bravo ‘riassuntore’.

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  7. Ringrazio questo paio di giorni di influenza che mi ha permesso di stare a casa a rilassarmi un po' e a "recuperare" un bel po' di post arretrati :)
    Innanzitutto ti comunico che se e quando deciderai di fare un libro da questi tuoi post, io ne comprerò DUE copie (una da regalare): è una promessa.
    Visto che mai le cose accadono per caso, in questo periodo sto leggendo molti libri inerenti le religioni misteriche, in particolar modo sono interessato ai Misteri Eleusini: in qualche modo questi tuoi "post" - sarebbe più corretto chiamarli "vrevi saggi", forse? - si collegano fortemente agli argomenti che sto cercando di approfondire :)
    Infine, mi aggiungo ai complimenti di tutti e di Pirkaf in particolare, perché il contenuto di questi post è magnificamente elaborato, quindi i complimenti te li becchi tutti senza protestare! :D
    Concludo ricordando che, come giustamente fa notare Massimiliano, TUTTE le parole ebraiche - non solo quella che definisce il loro dio - vengono scritte senza l'ausilio delle vocali; anche l'ebraico moderno è scritto "senza vocali", eccezion fatta per quelle pubblicazioni rivolte ai bambini o alle persone poco alfabetizzate o ancora ai non Ebrei che si accingono allo studio della lingua ebraica.
    Un carissimo saluto e a presto.
    Orlando

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    1. Un libro? Non saprei. In realtà, per come sto sviluppando questo progetto, credo debba essere necessario rimetterci ampiamente le mani prima di poterlo trasformare in qualcosa di diverso. Non escludo però che un giorno possa succedere, specialmente adesso che ho già un potenziale cliente. ^_^
      Questi post nascono anche dal mio interesse per le religioni misteriche, una cosa che condivido evidentemente con te e con altri che spesso vengono qui a commentare. Non so però se ci sarà modo di farne più che qualche accenno in questa sede. Mi piacerebbe parlarne ancora in futuro ma non so ancora come né quando, sicuramente al di fuori di "Orizzonti del reale", che per il momento sta andando in tutt'altra direzione.

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  8. Etimologia e filologia sono argomenti che trovo meravigliosamente interessanti, e che spiegano più di quanto spesso si pensi sulla nostra storia. Quindi ho letto il tuo approfondimento con grande interesse!

    Per quanto riguarda la classificazione "non divisa" tra piante e funghi nell'antichità, per quanto le mie conoscenze botaniche e micologiche siano pressoché nulle, mi sembra una possibilità tutto sommato non così incredibile. Tante classificazioni per noi naturali erano nell'antichità assolutamente inesistenti, tanti concetti per noi assodati erano impensabili per chi ha vissuto più di due millenni fa. Ricordo ad esempio di aver letto un articolo molto interessante - ahimé non ricordo dove - che parlava di uno studio sui versi omerici che descrivono il mare come "color del vino", sostenendo che questa descrizione poteva essere una testimonianza di come effettivamente il popolo greco antico "non vedesse" il blu per come lo intendiamo oggi; e portava come esempio alcune popolazioni africane odierne che nei propri dialetti hanno n parole diverse per descrivere diverse sfumature di colore, e per questo le "vedono" più di altre etnie/tribù/gruppi. (Ho usato le virgolette perché ovviamente ho banalizzato il discorso rispetto a come era presentato nell'articolo)

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    1. Hai perfettamente colto nel segno. E' lo stesso principio sul quale si basa il pensiero di John Allegro, cioè quello di non cedere alla tentazione di adattare la nostra visione del mondo e delle cose nell'interpretazione di fatti e pensieri dell'antichità.

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  9. Questa parte della serie è favolosa! Concordo con Nick sulla base comune delle varie culture e religioni: ad essere meno rigidi e curiosi, ne guadagneremo tutti, anche in termini di tolleranza e comprensione. Ovviamente sappiamo che determinate argomentazioni non potranno mai essere neppure prese in esame, non dico accolte in seno alle ortodossie :D
    E papa-fungo RULEZ! XD

    P.S.: O voi commentatori che mi avete preceduto: siete fantastici e utilissimi per suggestioni!

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    1. Per quanto mi riguarda, i commenti sono una delle parti migliori di questa serie di post. Vedere che cosa colgono gli altri 'dall'esterno' di quanto si è scritto è una sorpresa sempre nuova. Una bella sorpresa, aggiungo: nella vita reale mica capita spesso di trovare delle persone così aperte di mente ^_^
      Grazie anche a te per essere tornata a leggere e per il commento e, mi raccomando, corri a leggere Le notti bianche :D

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