domenica 27 maggio 2018

Carne e metallo

L’audio-tortura Barkeriana
Carne e Metallo

"The only group I've heard on disc, whose records I've been taken off because they made my bowels churn." [L'unico gruppo che ho ascoltato su vinile, i cui dischi li ho rimossi perché mi hanno ridotto le viscere in poltiglia]. 
A pronunciare queste strane (e in un certo senso profetiche) parole è l’autore dei Libri di Sangue Clive Barker (uno che con viscere e poltiglie assortite aveva praticamente rifondato un genere) il quale, nei mesi di preparazione del suo primo film da regista, il famigerato Hellraiser (in Italia Hellraiser, Non Ci Sono Limiti), deciderà di assecondare i suoi umori funesti, affidando la colonna sonora a una band inglese che attraverso rimandi esoterici e lugubri sinfonie elettronico/industriali aveva costruito una carriera altrettanto controversa: parliamo dei Coil
Barker ama e odia la musica del duo britannico (Peter Christopherson, ex-Throbbing Gristle e John Balance) e ricordando il disagio che aveva provato nell’ascoltare i loro dischi rompe gli indugi e si affida al terribile combo d’Albione per costruire quelle sinfonie di dolore e di morte che accompagneranno le gesta dei suoi Cenobiti sul grande schermo.

venerdì 25 maggio 2018

Pelle e metallo

Come il sadomaso ha influenzato l’immaginario heavy metal
Pelle e metallo

Capelli lunghi, jeans, t-shirt nere, pelle e borchie: a meno che tu non viva sulla Luna, avrai già individuato che si tratta del look tipico di un amante dell’heavy metal. Se sei venuto in contatto con questo tipo di estetica, di sicuro ne sarai rimasto colpito, in positivo o (più probabilmente) in negativo. Ma ti sei mai chiesto perché i metallari si vestono proprio così?
Forse a te può sembrare solo sciatteria, o volontà di vestirsi male a tutti i costi, magari per attirare l’attenzione, ma non è così. Al contrario, ogni componente del vestiario heavy metal ha una sua precisa origine storica – e spesso capire quale non è nemmeno difficile. Per esempio, i jeans sono stati, fino almeno alla fine degli anni ottanta, il capo tipico dei giovani di ceto medio-basso. Proprio come quelli che crearono la New Wave of British Heavy Metal – il primo vero movimento del genere – agli inizi degli anni ottanta. E come quelli che, qualche anno dopo, diedero vita al thrash metal, che riprendeva la NWOBHM in una chiave più irruenta, con influssi punk, ed è alla radice delle branche più estreme del genere.

mercoledì 23 maggio 2018

The Deviant Hearts

La felicità è pericolosa
The Deviant Heart

"She stood there, dissolved in the simple completeness of the moment, leaning against the trunk of the familiar tree that welcomed her like an old friend by the waving of its branches and the rustling of its leaves. Her spine complained as she bent down, one hand holding the tree for balance, one searching the ground, finding a small oval leaf. She inspected it and decided that it would do. Gently, she held it by both edges and pressed it against her lips. She closed her eyes and let the air travel from her lungs. As the simple melody it created traveled over the water, the long skinny branches of the willow swayed softly to the rhythm of the new song. A sting in her chest, a smile on her lips." 
Una fitta nel petto, un sorriso sulle sue labbra. Sofferenza e piacere, dolore e felicità. Quanto sembrano lontane queste coppe di emozioni? Quante volte, invece, capita di provarle mescolate, avvolte una sull'altra e inseparabili come il dì e la notte? 
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