lunedì 16 ottobre 2017

Quella diabolica Hollywood...

No, non è solo una vostra impressione: ancora una volta, la terza nel giro di un mese, questo blog apre le porte del suo salotto ad un graditissimo ospite.
Lungi da me far concorrenza al monumentale Nick Parisi, il vicino di blog che ha fatto delle sue interviste un marchio di fabbrica, questa recente tendenza a lasciar carta bianca a scrittori ed editori deriva semplicemente dal fatto che, forse come mai prima d'ora, quest'estate ho infilato una fortunatissima serie di letture strepitose.
Il classico progetto di scrivere una relazione "in pillole" di tutte le mie letture da spiaggia (cosa che tra l'altro era sempre stata mia abitudine fare) mi aveva però un po' annoiato e, quest'anno, così tanto per cambiare, ho preferito lasciar perdere e concentrarmi su poche cose, accuratamente selezionate, in maniera più approfondita.
L'estate è finita da un bel pezzo, osserverà giustamente la maggior parte di voi, ma i tempi biblici sono una caratteristica a cui uno "slow blog" come questo non può rinunciare... e per questo motivo eccomi ancora qua.
L'ospite di oggi, come probabilmente avrete intuito, è Fabio Lastrucci, vecchia conoscenza di Obsidian Mirror (ne avevamo parlato qui), scrittore, illustratore e, me ne accorgo solo oggi, anche scultore. Fabio ci racconterà la genesi di uno dei suoi lavori più complessi, quel "L'estate segreta di Babe Hardy" recensita su questo blog solo pochi giorni fa. Nello specifico con Fabio parleremo di quel parterre di personaggi che ne costituisce l'ossatura e di alcuni di quegli inside jokes disseminati nella storia, come omaggi alla cultura e all'immaginario pop. Buona lettura!

venerdì 13 ottobre 2017

L'estate segreta di Babe Hardy

Le labbra di Laurel si deformarono sotto un’incontenibile pressione interna per esplodere infine in una fragorosa risata che lo squassò a lungo. Era una cascata senza freni. L’attore si batteva convulso le mani sulle ginocchia, risucchiava aria con dei ragli asinini, poi riprendeva a ridere con maggiore intensità. Rimasto spiazzato per qualche secondo, Hardy si drizzò in tutta la sua statura, offeso come non mai. «Non vedo proprio cosa ci sia da ridere.»
Sono secoli che non guardo un film comico. Sarà forse che la comicità degli ultimi decenni mi deprime come una riunione di marketing a ferragosto, ma è un dato di fatto che le grasse risate che mi facevo un tempo guardando quei vecchi film con Sordi, Troisi o il principe De Curtis non riesco davvero più a concepirle. 
E pensare che Totò e i suoi compari non avevano nemmeno bisogno di battute: erano capaci di divertire anche solo con la mimica facciale. Ho citato Totò, ma la mia mente inevitabilmente ritorna al cinema dei pionieri, a quelle maschere tragicomiche che erano i Ridolini, i Charlie Chaplin e i Buster Keaton. Ma molto più di questi ultimi, non me ne vogliano i loro eventuali epigoni, da bambino io amavo Stanlio e Ollio e le loro imprese.

domenica 8 ottobre 2017

Da donna a strega: l’eterno ritorno

L'INTRODUZIONE SI TROVA QUI

In Europa, le analogie fra miti e figure del folclore in territori anche molto distanti geograficamente si spiegano per via delle migrazioni e dei contatti fra vari popoli, e in particolare i Celti e gli Sciti, ma anche i Daci e i Traci, il cui immaginario evidentemente si fuse con quello romano. Il patrimonio culturale italiano, in particolare, è stato plasmato anche da influenze di culture come quella illirica, quella cimbra e quella degli indoeuropei, i nomadi delle steppe russe, e, specie nelle regioni del Nordest, da quelle delle popolazioni slave, tanto che se oltre ai termini generici di Fate e Streghe tenessimo in considerazione tutte le variazioni dialettali dei nomi che ricorrono nelle varie leggende locali, dovremmo contare decine e decine di nomi, molti dei quali fanno parte da tempo immemore della toponomastica: Agane, Angolane, Anguane, Aquane, Begane, Bugadére, Cavestrane, Desodre, Dujacesse, Eguane, Fade, Gandane, Gane, Guane, Inguane, Ivane, Janare, Jane, Krivapete, Lagane, Langane, Linguane, Longane, Melusine, Nanguane, Pagane, Pane, Salinghe, Sequane, Somegane, Spilunghe, Stane, Torke, Varvuole, Vivane, Zuane, e ancora Vecchie Signore, Beate Donnette, eccetera eccetera... 
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